PRODUZIONE VErbaextensa

FAUSTBUCH

"Why, this is hell, nor am I out of it."

Il mito del Dottor Faust e la sua dannazione come metafora della paralisi dell'uomo contemporaneo. Una narrazione allucinata, spietata e coerente come un incubo.

Sabato 17 Ottobre 2026 - Ore 21:00

Teatro Aurora – Velletri (RM)

Posto unico: € 10,00

FAUSTBUCH Locandina Ufficiale

APPUNTAMENTO A TEATRO

Data e Orario

Sabato 17 Ottobre 2026

Inizio spettacolo ore 21:00

Location

Teatro Aurora

Piazza San Clemente, 6 – Velletri (RM)

Ingresso

€ 10,00

Posto Unico

Info e Prenotazioni Posti

I posti sono limitati. Prenota comodamente via WhatsApp o invia una richiesta tramite e-mail alla produzione.

Note di Regia & Drammaturgia

LO SPETTACOLO

"Dopo il debutto dello scorso 6 settembre nella seconda edizione di Altaluna Festival, in un palinsesto arricchito dalla presenza di nomi importanti del teatro italiano, FAUSTBUCH arriva a Velletri."

Più che raccontare una storia, lo spettacolo rilegge il mito del Dottor Faust e la sua dannazione come metafora di una condizione esistenziale: la paralisi dell’uomo contemporaneo, intrappolato nell’iper-riflessione, incapace di agire e condannato a subire la propria mente. Al centro della scena c’è l’immobilità fisica di un uomo colto e tormentato, inerme davanti a un’imminente (auto)distruzione, vittima di una narrazione allucinata, spietata e coerente come un incubo.

In questo viaggio interiore, Mefistofele, i Vizi Capitali e le apparizioni di Maria e Elena perdono ogni connotazione convenzionale. Non più presenze esterne, ma frammenti impazziti dello specchio del protagonista, estensioni del suo delirio percepite con una nitidezza spaventosa: la perdita di fiducia, l’inganno speculativo, l’amore che existe solo nell’immaginazione; e quel desiderio lucido, quasi geometrico, di sprofondare nell’oblio.

Eppure, nel precipizio nichilista, sopravvive uno sguardo obliquo e tagliente: Faust sa perfettamente dove sta andando e – da solo o in dialogo con il proprio demone interiore – non rinuncia a ironizzare sulla propria condizione.

In scena, lo sdoppiamento tra parola e corpo mette a nudo la profonda scissione dell’Io faustiano. Il “flusso di coscienza” del protagonista fa da contraltare alla materializzazione fisica dei personaggi: figure che danno corpo alle sue proiezioni mentali, restituendo sulla scena proprio quel movimento che a lui è precluso.

Anche gli stati d’animo più profondi prendono forma attraverso i linguaggi fisici, sonori e visivi della drammaturgia contemporanea. Lo spettatore è così invitato a rinunciare a una lettura puramente razionale e ad abbandonarsi alla logica stringente, per quanto spietata, di questo lucido e intimo delirio.

Scrittura Scenica & Fonti

FAUSTBUCH non nasce da un semplice adattamento, ma da un attraversamento di fonti. Il punto di partenza è il “Volksbuch” cinquecentesco, la prima testimonianza a stampa del mito di Faust: un testo popolare da cui recupera l'impianto rituale del patto e la sua crudezza originaria. Da lì il lavoro si sposta sul Doctor Faustus di Christopher Marlowe, di cui eredita il tormento religioso, il dubbio sulla salvezza e il rifiuto del pentimento. Su questa impalcatura si innesta la lettura di Nikolaus Lenau, il cui Faust ottocentesco trasforma il mito in una riflessione nichilista sulla natura indifferente, sul tempo che scorre e sull'innocenza perduta.

Team Artistico & Tecnico

CAST & CREDITI

In Scena

  • Andrea Abbafati
  • Camilla Acchione

Regia & Dettagli Tecnici

  • Scrittura scenica e regia: Claudio Dezi
  • Adattamento testi: Andrea Abbafati e Claudio Dezi
  • Musiche e visuals: Claudio Dezi
  • Direzione tecnica: Filippo Maria Cardillo
  • Assistente di scena: Chiara Binaco
  • Foto di scena: Markus Villani
  • Produzione: VErbaextensa
Momenti dallo Spettacolo

FOTO DI SCENA

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